Palazzo Madama: Primo Levi, le Germanie, l’Europa. Esposti documenti inediti e carteggi privati.

Realizzata con documenti in gran parte inediti, la mostra presenta una vasta rete di carteggi privati che soltanto oggi diventano pubblici, e che raccontano l’Europa e la Germania divise in due. A tessere la trama sono gli interlocutori tedeschi e germanofoni di Levi, ma non soltanto loro. Le corrispondenze esposte – messaggi scarabocchiati a matita su fogli di fortuna o impeccabili lettere battute a macchina su carta intestata – attraversano quasi mezzo secolo di storia europea.

Apre venerdì 24 gennaio 2025 e fino al 5 maggio, a Torino nella Corte Medievale di Palazzo Madama, la mostra “Giro di posta. Primo Levi, le Germanie, l’Europa”, promossa dalCentro Internazionale di Studi Primo Levi e curata da Domenico Scarpa.

[Lettera di Levi a Goes, 16 marzo 1962]

Auschwitz, esperienza di cui Levi non smise mai di indagare i segreti e i significati, è il fuoco geometrico della vicenda. Se questo è un uomo suonava fin dal titolo come una domanda rivolta al lettore, ma i fatti del libro erano avvenuti in tedesco e per mano di tedeschi, e dunque a loro quella domanda doveva arrivare. Nel 1959 fu avviata finalmente la traduzione del libro in tedesco, che uscì nel 1961, lo stesso anno in cui venne costruito il Muro di Berlino. Da quel momento in poi, una «intricata rete epistolare» mise Primo Levi in contatto con un gran numero di interlocutori notevoli: lettrici e lettori comuni, lettori che erano anche scrittori, ex compagni di Lager, e persino qualcuno che in Auschwitz stava «dall’altra parte». Conoscendo Levi, non c’è da meravigliarsi che tra i suoi corrispondenti lo attraessero in particolare i più lontani per mentalità o per geografia.

Il «giro di posta» del titolo si presenta insomma come un’ampia discussione sulla Shoah e sul suo posto in un’Europa da ricostruire dopo la guerra, ma ben presto divisa in due blocchi contrapposti. E si presenta come una rete per molte ragioni: perché ci sono circuiti di posta dove una stessa lettera viene spedita a più destinatari per sollecitarli a dire la loro; perché copre come un reticolato aree della Germania a Est e a Ovest, sconfinando in ulteriori paesi; perché vi si intrecciano le quattro lingue – l’italiano, il francese, l’inglese e il tedesco – adoperate da Levi.

[Primo Levi, Foto di proprietà famiglia Levi]

La mostra – con ingresso incluso nel biglietto del museo – è stata realizzata nell’ambito del progetto LeviNeT, coordinato presso l’Università di Ferrara da Martina Mengoni, curatrice del volume Primo Levi. Il carteggio con Heinz Riedt edito da Einaudi. Il progetto, finanziato dallo European Research Council, prevede di qui al 2027 la pubblicazione progressiva in open access (www.levinet.eu sito già attivo) delle corrispondenze “tedesche” di Levi.

Il progetto di allestimento è a cura di Gianfranco Cavaglià e Annarita Bertorello; Ars Media per il progetto grafico e di comunicazione visiva.

La mostra comprende cinque sezioni: 1. Primo Levi. Un precoce pensiero europeo; 2. Hermann Langbein. Un uomo formidabile; 3. Heinz Riedt. Un tedesco anomalo; 4. Giro di posta (è quella che dà il titolo all’intero allestimento); 5. Le lettrici e i lettori.

L’allestimento prevede un percorso di accessibilità per il pubblico con disabilità visiva: saranno presenti mappe e QR-code tattili, tramite i quali sarà possibile accedere dal proprio dispositivo mobile a contenuti audio per ciascuna sezione.

L’ANNULLO FILATELICO
In occasione dell’inaugurazione della mostra, il Centro Internazionale di Studi Primo Levi in collaborazione con Poste Italiane ha realizzato un annullo filatelico dedicato: per il giorno dell’inaugurazione e il successivo giorno di apertura al pubblico, presso Palazzo Madama due ufficiali di Poste Italiane apporranno il timbro sulle cartoline filateliche anch’esse realizzate per l’occasione, con francobollo selezionato a tema.

IL CENTRO INTERNAZIONALE DI STUDI PRIMO LEVI
Il Centro rivolge le sue attività di ricerca a tutti i lettori e studiosi dello scrittore torinese, presenti in ogni parte del mondo. Ha sede a Torino, la città dove Levi ha vissuto, e raccoglie le edizioni delle sue opere, le numerose traduzioni pubblicate in decine di lingue, la bibliografia critica e ogni forma di documentazione sulla sua figura e sulla ricezione dell’opera. Il Centro offre inoltre un sostegno alle ricerche degli studiosi e realizza proprie iniziative. Il Centro è un’associazione costituita nel 2008, i cui soci sono la Regione Piemonte, il Comune e la Città metropolitana di Torino, l’Università di Torino, la Comunità Ebraica di Torino, l’Associazione Amici del Centro Internazionale di Studi Primo Levi, i figli di Primo Levi.

C.S.m.
Fonte: comunicato stampa 9 gennaio 2025
Immagine di copertina: Primo Levi, Fotografia di Mauro Raffini

GIRO DI POSTA
PRIMO LEVI, LE GERMANIE, L’EUROPA
24 gennaio – 5 maggio 2025

Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica
Corte medievale
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