Museo Guggenheim: l’artista utilizza i dati come materia prima, impiegando reti neuronali per generare impressionanti rappresentazioni di ricordi digitalizzati.

 L’installazione, intitolata Living Architecture: Gehry (Architettura viva) reinventa le immagini e il materiale d’archivio di libero accesso relativo ai progetti architettonici di Frank Gehry per trasformarli in racconti visivi dinamici, reinterpretando i disegni di Gehry attraverso forme generate mediante l’intelligenza artificiale (IA).

In quest’opera immersiva di Refik Anadol, la IA sintetizza i dati processati per generare composizioni visive in permanente evoluzione, creando opere d’arte che non sono statiche, ma in continua trasformazione.   

Il Museo Guggenheim Bilbao presenta, dal 7 marzo al 19 ottobre 2025, “in situ: Refik Anadol,” un’innovativa esposizione realizzata con l’Intelligenza Artificiale e ispirata all’emblematica architettura del Museo con il sostegno di 1OF1, come Partner de l’esposizione; Euskaltel come Partner tecnologico e con Google Cloud come Collaboratore. Commissaria: Lekha Hileman Waitoller.

Con in situ: Refi Ancldol, il Museo Guggenheim Bilbao invita i visitatori a immergersi nella dinamica fusione di arte, architetturo e IA, ridefinendo i limiti della creatività contemporanea e celebrando Ie possibilità di un mondo in cui l’intelligenza delle macchine amplifica l’espressione umana.

LA NUOVA SERIE IN SITU
La mostra segna l’inizio di una nuova serie intitolata in situ, che presenterà ambiziosi progetti di artisti contemporanei che lavorano principalmente nell’ambito della scultura, delle installazioni ambientali e delle creazioni multimediali. Come suggerisce il titolo della serie, in situ punta sulle opere create specificamente per gli spazi in cui vengono presentate, che interagiscono con l’architettura del Museo e la integrano. Concentrandosi su un’arte esperienziale e ambientale che invita alla riflessione, la serie si prefigge di ampliare la concezione dell’arte contemporanea, analizzando il territorio dove confluiscono tecnologia, scienza, musica, performance e arti plastiche.

[Da sinistra a destra: Lekha Hileman Waitoller, curator; Juan Ignacio Vidarte, Director General of the Guggenheim Museum Bilbao; Ryan Zurrer, founder of 1OF1; Refik Anadol, artist; Jon Ander de las Fuentes, Chairman of Euskaltel; Miren Arzalluz, Director General Elect of the Guggenheim Museum Bilbao and Efsun Erkilic, Executive Producer RAS (Refik Anadol’s Studio)]

L’OPERA IMMERSIVA, ARCHITETTONICA E MULTISENSIORIALE
L’esposizione inaugurale di in situ presenta un’opera immersiva, architettonica e multisensoriale di Refik Anadol (nato nel 1985 a Istanbul), artista multimediale di fama internazionale e pioniere dell’estetica dell’intelligenza artificiale. Anadol vive a Los Angeles e dirige il Refik Anadol Studio (RAS), che si colloca all’avanguardia dell’arte algoritmica e della narrativa dei dati. La sua opera affronta le sfide e le possibilità dell’onnipresente informatica ed esplora cosa significhi essere umani nell’era dell’intelligenza artificiale.

L’arte di Anadol utilizza i dati come materia prima, impiegando reti neuronali per generare impressionanti rappresentazioni di ricordi digitalizzati. Combinando architettura, intelligenza artificiale e arte, amplia i Iimiti della creatività interdisciplinare, invitando il pubblico o riconsiderare it proprio rapporto con il mondo fisico, l’ambiente pubblico e Ie mutevoli possibilità delle tecnologie decentralizzate.

Le sue sculture generate mediante I’IA, Ie sue performance in diretta e Ie sue installazioni ridefiniscono il ruolo dell’intelligenza artificiale nell’arte contemporanea, invitando sia aIIa contemplazione che aIIo stupore.

L’installazione comporta Io presentazione del Large Architecture Model (LAM), un innovativo modello di intelligenza artificiale sviluppato da Refik Anedol Studio. Architettura viva, uno dei traguardi aII’interno di un progetto di ricerco più vasto di RAS, utilizza l’archivio di Gehry come complesso di dati per esplorare come si possano fondere spazi architettonici, materiali e dati per creare nuove e trasformatrici forme d’arte.

II progetto si basa su un Iavoro precedente di Anodol, WDCH Dreams, dove si interroga su un altro edificio progettato da Gehry: Gli edifici possono imparare e sognare?

Architettura viva é una testimonianza dell’uso etico e creativo deII’inteIIigenza artificiale neII’arte contemporanea, e mette in evidenza Ia dedizione di Anadol per Ia ricerca di un equilibrio tra I’innovazione tecnologica e I’integrità artistica. La sua opera invita il pubblico a riflettere sull’interazione tra memoria, creatività e architettura, e presenta I’IA non come uno strumento di riproduzione, bensì come un mezzo per I’immaginazione.

IL PAEAGGIO SONORO
L’installazione é accompagnata da un paesaggio sonoro composto appositamente da Kerim Karaoglu, collaboratore di Anadol da multi anni. L’audio include registrazioni provenienti dal Museo GuggenheimBilbao, rafforzando ulteriormente l’immersione sensoriale deII’esperienza.

C.S.m.
Fonte: comunicato stampa 6 marzo 2025
Immagine di copertina: Refik Anadol Studio
Installation view of Living Architecture: Gehry at the Guggenheim Museum Bilbao
© Refik Anadol, Bilbao 2025

IN SITU: REFIK ANADOL 
7 marzo – 19 ottobre 2025

Museo Guggenheim Bilbao
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+34 944 35 90 00
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