Polo Museale – Castello Conti Acquaviva d’Aragona: con 80 opere e apparati immersivi, si entra nei mondi impossibili del genio olandese, creatore di uno stile unico.
Le sale espositive del Polo Museale – Castello Conti Acquaviva d’Aragona di Conversano (Bari)accolgono le opere di Escher, artista geniale e visionario, amatissimo
dal grande pubblico in tutto il mondo, figura iconica per gli amanti dell’arte ma anche per matematici, designer e grafici, per le sue creazioni uniche in grado di coniugare l’arte con l’universo infinito dei numeri, la scienza con la natura, la realtà con l’immaginazione, generando invenzioni fantasiose e paradossi magici.
Maurits Cornelis Escher (Olanda, 1898 – 1972) ha sviluppato uno stile unico e inconfondibile grazie alla sua straordinaria capacità di trasportare i visitatori all’interno di mondi immaginifici e apparentemente impossibili. Nelle creazioni del grande maestro olandese, che ha anche vissuto e viaggiato in ltalia fra le due guerre, confluiscono innumerevoli temi e suggestioni: dai teoremi geometrici alle intuizioni matematiche, dalle riflessioni filosofiche ai paradossi della logica.
Le sue inconfondibili opere, che hanno influenzato anche il mondo del design e della pubblicità, sono una sfida alla percezione e rappresentano un unicum nel panorama della storia dell’arte di tutti i tempi.
La prima grande mostra in Puglia dedicata a questo artista, dal titolo “M.C.Escher”, è visibile dal 28 marzo al 28 settembre 2025. Attraverso l’esposizione di circa 80 opere, corredato da approfondimenti didattici, video e sale immersive, viene presentato l’intero percorso artistico di Escher, dagli inizi ai viaggi in Italia alle varie tecniche artistiche che lo videro impegnato per tutta la vita e che lo hanno reso un artista unico.
Tra tassellature, metamorfosi, strutture dello spazio e paradossi geometrici, fino alle opere che dagli anni ’50 ne hanno accresciuto la popolarità tanto da poter parlare oggi di una vera e propria Eschermania, in mostra vengono presentati alcuni i lavori tra più noti dell’artista olandese come Cascata (1961), Belvedere (1958), Relatività (1953), Giorno e notte (1938) Galleria di stampe (1956) e tante altre.
La mostra è promossa e sostenuta dal Comune di Conversano Città d’Arte e Museco – Musei in Conversano e Regione Puglia, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, della Città Metropolitana di Bari, di Puglia Promozione ed ENIT – Agenzia nazionale del turismo, è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la M.C. Escher Foundation e Maurits ed è a cura di Federico Giudiceandrea, uno dei più importanti esperti al mondo dell’artista.
Il catalogo è edito da Moebius.
APPROFONDIMENTO: LA MOSTRA

Prima sezione – Gli inizi
Escher si avvicina al mondo della grafica grazie a Samuel Jessurun de Mesquita (1868-1944), esponente del movimento Art Nouveau olandese, suo maestro alla Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem, che incoraggiò la sua inclinazione. I suoi primi lavori evidenziano, nelle forme sinuose ed eleganti e nelle decorazioni ispirate a soggetti naturali, tangenze con l’ambiente liberty e simbolista. L’artista nutre un profondo interesse per la natura e esegue numerose stampe realistiche di fiori e insetti.
Dal 1922 al 1935, Escher intraprende numerosi viaggi nel Belpaese, disegnando monumenti, paesaggi, flora e fauna, che al suo ritorno in studio trasforma in opere grafiche. In questi lavori, per lo più caratterizzati da prospettive insolite, una meticolosa osservazione della natura si fonde già con vedute con orizzonti lontani, quasi anticipando i paradossi prospettici e le illusioni ottiche delle opere della maturità.
Seconda sezione – Italia
L’artista olandese visita l’Italia una prima volta con i suoi genitori nel 1921. L’anno successivo, finiti gli studi, vi ritorna per stabilirsi poi definitivamente a Roma nel 1923. Questo soggiorno permette a Escher di ampliare i suoi orizzonti, portandolo a collaborare con artisti come Joseph Haas Triverio, grafico di origine svizzera, che oltre ad introdurlo nel giro delle gallerie d’arte è anche suo fedele compagno nei viaggi che ogni primavera intraprende per immortalare paesaggi e villaggi della penisola. Gira l’Italia in lungo e in largo, visitando in particolare Venezia, la Toscana, l’Abruzzo, la Calabria e la Sicilia.
Escher si ispira alla natura: in una lettera spedita da Ravello scrive: «[…] Voglio trovare la felicità nelle cose più piccole, come una pianta di muschio di due centimetri che cresce su una roccia e voglio provare a lavorare a quello che desidero fare da tanto tempo: copiare questi soggetti minuscoli nel modo più minuzioso possibile […]». In Italia lo studio dei paesaggi lo porta a concentrarsi sulle strutture geometriche dei panorami e degli elementi naturali. L’idillio si interrompe nel 1935 quando, a causa del rafforzamento del fanatismo del regime fascista, l’artista decide di trasferirsi in Svizzera
Terza sezione – Tassellature
Escher visita più volte l’Alhambra a Granada, un complesso fortificato, costruito fra il XIII e il XIV secolo sul colle che domina la città dagli emiri nasridi. Ma è nel corso del secondo soggiorno nella città spagnola, nel 1936, che il fascino per le decorazioni moresche si rivela determinante: le elaborate fantasie ornamentali degli edifici lo affascinano e lo spingono a interessarsi alle tassellature, vale a dire i modi di suddividere il piano con una o più figure geometriche ripetute all’infinito senza sovrapposizioni e senza spazi vuoti. Come scrive l’artista stesso «I Mori erano maestri proprio nel riempire completamente le superfici con un motivo sempre uguale. In Spagna, all’Alhambra, hanno decorato pavimenti e pareti mettendo uno vicino all’altro pezzi colorati di maiolica della stessa forma senza lasciare spazi intermedi».
I cosiddetti “tasselli” sono spesso poligoni o figure curvilinee. Con i 17 diversi tipi di tassellazioni del piano che possono essere ottenute mediante altrettanti gruppi di trasformazioni geometriche, Escher costituì un catalogo di 137 acquerelli, numerati e archiviati, da usare come repertorio. L’uso delle tassellature diventerà un tratto distintivo della sua arte, in cui fantasia, geometria e soggetti figurativi vengono sapientemente combinati. Egli si dedica, a parte qualche caso sporadico, alla rappresentazione di composizioni astratte, di ispirazione geometrico-matematica, paradossali o illusorie.
Quarta sezione – Metamorfosi
Le tassellature sono alla base dei cicli e delle metamorfosi, che Escher affronta a partire dal 1937. Per l’artista, una metamorfosi, ovvero una trasformazione, in particolare di un essere o di un oggetto in un altro di diversa natura, è generata dalla modificazione e successiva concatenazione di diverse tassellature. Egli crea così un mondo in cui diverse figure danno vita a vortici di trasformazioni di forme astratte in forme animate e viceversa, traslando l’una all’altra senza soluzione di continuità, in una metamorfosi continua.
A volte nelle metamorfosi interagiscono elementi antitetici ma complementari, come il giorno e la notte o il bene e il male. Lo studio delle tassellature e la realizzazione di cicli e metamorfosi (che per altro possono coesistere nella stessa stampa, come in Giorno e Notte o Incontro) portano Escher a indagare la rappresentazione dell’illimitato attraverso la suddivisione infinita del piano.
Quinta sezione – Struttura dello spazio
Sin dalle sue prime opere Escher dimostra un’attenzione particolare per l’organizzazione della composizione. A partire dalla metà degli anni Trenta, egli abbandona infatti progressivamente la rappresentazione euclidea dello spazio. Il suo crescente interesse per la matematica e la geometria passa attraverso lo studio e il fascino che esercitano su di lui sfere, solidi geometrici, superfici riflettenti o topologiche come il nastro di Möbius, un oggetto percepito a due facce che, ad una più attenta analisi, ne dimostra una sola.
Lo stesso Escher descrive questo principio così: la sfera, riflettendolo, racchiude in sé tutto lo spazio circostante, al cui centro si staglia proprio colui che la guarda. L’uomo è quindi il fulcro di questo universo. Lui stesso qui, a suo modo, ironizza sul ruolo e sui compiti dell’artista. Da tale percezione delle forme scaturirà il suo gusto per i paradossi, le distorsioni prospettiche e le illusioni ottiche.
Sesta sezione – Paradossi geometrici
Le conoscenze matematiche di Escher erano principalmente visive e intuitive. Le sue architetture e composizioni geometriche presentano distorsioni prospettiche che, a prima vista, paiono perfettamente plausibili ma che, ad una più attenta indagine, si rivelano impossibili. Una svolta importante avviene nel 1954, anno in cui vengono esposte alcune stampe di Escher al Congresso Internazionale dei Matematici ad Amsterdam. Da questo momento il suo lavoro viene sempre più apprezzato dalla comunità scientifica e l’artista inizia un dialogo serrato con matematici e cristallografi che si rivela una vasta fonte di ispirazione per la sua ricerca sulle strutture impossibili, le illusioni ottiche e la rappresentazione dell’infinito.
Questa sezione analizza come Escher abbia cercato di forzare oltre ogni limite la rappresentazione di situazioni impossibili, ma all’apparenza coerenti, come dimostrano alcune delle sue opere più famose: Salire e Scendere, Belvedere, Cascata, Galleria di stampe, o ancora Relatività. Questi capolavori riflettono un aspetto essenziale dell’arte del grafico olandese: il suo complesso rapporto con la matematica, la geometria e il tema della riproduzione grafica dell’infinito.
Settima sezione – Lavori su commissione
Come tutti gli artisti che vivono della propria opera, Escher, in qualità di grafico, riceve nel corso degli anni commissioni di vario genere come – per esempio – gli ex libris (contrassegni da inserire in libri di collezioni o biblioteche private per attestarne la proprietà ed evitarne la perdita o lo scambio con copie identiche) e biglietti d’auguri. Per questi lavori, Escher fa un largo e sapiente uso delle tassellature, che non sono solo un suo tratto caratteristico, ma che si prestano perfettamente all’uso e sono ideali per ottimizzare i tempi del processo creativo attraverso l’uso ripetuto di uno stesso elemento figurativo.
Ottava sezione – Eschermania
Dagli anni ’50 in poi la popolarità di Escher cresce. Grazie anche alle sue connessioni con il mondo scientifico ed accademico, varie riviste cominciano a dedicargli articoli e recensioni. A partire dalla metà degli anni ‘60, inoltre, suo malgrado, una grossa visibilità gli sarà offerta, soprattutto negli Stati Uniti, dal movimento hippy che si approprierà delle sue opere, modificandole e riproducendole su poster e magliette, in chiave psichedelica.
Le opere dell’artista olandese esercitano ancora oggi un fascino enorme tanto da influenzare il processo creativo di molti artisti, musicisti, pubblicitari e fumettisti, per citare alcuni esempi. Questo vale anche per il mondo del cinema in cui alcuni rimandi ad opere escheriane, come per esempio l’iconica Relatività, sono ricorrenti.
Le tassellature e i mondi impossibili e paradossali non hanno ancora cessato di essere fonte d‘ispirazione per ulteriori sviluppi e rielaborazioni, nei settori più diversi.
C.S.m.
Fonte: comunicato stampa 27 marzo 2025
Immagini dell’allestimento: foto Arthemisia
M.C. ESCHER
28 marzo – 28 settembre 2025
Polo Museale – Castello Conti Acquaviva d’Aragona
Piazza Conciliazione (Arco monumentale) 70014 Conversano – Bari
T. +39 080 99 52 31
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